ENDORSEMENT, la pars destruens e la pars costruens


di Albert Mayfair

Penso che sia evidente anche al più distratto degli osservatori che l’Italia non sia normale nè come Paese nè come democrazia. Penso che sia altrettanto evidente che i tempi che stiamo vivendo, sia per quanto riguarda la politica sia per quanto riguarda l’economia, siano tempi straordinari. Tempi di crisi sistemica e non ciclica a tutti i livelli, tempi di svolta reale. Per una volta quindi non è davvero retorico o elettoralistico affermare che questi due anni di “passaggio” dalla seconda alla terza repubblica, per quanto riguarda l’Italia, e di “passaggio” dalla prima Europa iper monetaristica all’Europa del domani, siano fondamentali per chiarire le dinamiche e le logiche di un futuro che è già qui, nel quale stiamo già vivendo. Leggi il resto dell’articolo

BERLUSCONI, the show must (not) go on


In quanti avevano creduto a un’Italia senza Berlusconi? E in quanti ci avevano sperato? Beh sembra che, almeno per i prossimi trent’anni, le vostre preghiere non verranno esaudite. L’ex premier sta agendo nell’ombra da mesi, ma ultimamente le sue mosse sono tornate a strisciare in superficie e la campagna elettorale è ricominciata con un vigore inaspettato. Leggi il resto dell’articolo

EMILIO FEDE scende in campo con “Vogliamo Vivere”


Dal Tg4 alla politica, Emilio Fede scende in campo con il movimento d’opinione – così l’ha definito lui stesso - Vogliamo Vivere.
Dopo il coinvolgimento nel caso Ruby, l’indagine sui presunti versamenti (con tanto di valigetta) di contante in Svizzera e il licenziamento dal telegiornale che gli ha dato fama e notorietà – nostro malgrado – ha annunciato all’Espresso, lo scorso 1 settembre, che vede il suo futuro in politica. Leggi il resto dell’articolo

NEW BERLUSCONI, antieuropeista “convinto” in campagna elettorale


Pensavate che avesse deposto le armi e si fosse arreso all’ineluttabilità del tempo e, invece, è ancora lì. Come una nera fenice, risorge dalle sue ceneri e si ripresenta al grande pubblico con una faccia nuova, tenuta saggiamente nascosta in questi mesi di crisi e spread in modo tale che la gente non la associ all’attuale situazione. E chissà che fra qualche anno si sentirà dire in giro: “Ma lui non c’era durante la crisi, non è colpa sua”.

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MALINCONICO SI DIMETTE. A cosa servono i politici?


Malinconico si è dimesso. Dopo una settimana circa da quando il Fatto Quotidiano aveva scoperto e rivelato che il sottosegretario faceva le vacanze a spese della cricca, Monti ha voluto incontrarlo e, dopo un paio di ore, è arrivato il comunicato ufficiale delle sue dimissioni. Dopo la vendita delle azioni da parte del ministro Passera per fare chiarezza sul suo conflitto di interessi, arriva dal mondo della “politica tecnica” del governo Monti l’ennesimo segno di sobrietà.

Dunque, il mio non vuole essere un discorso populista anche se, toccando questo argomento, è facile scivolare nella trappola, ma quello che mi chiedo ora è: ci rendiamo conto di quanto le cose siano cambiate in Italia da due mesi a questa parte?
Forse non così tanto come avrebbero dovuto, dirà qualcuno. Sono d’accordo, ma è già qualcosa.
Sentire il presidente Monti da Fazio l’altra sera nella sua ennesima lezione universitaria televisiva di politica economica è stato noioso però, senza entrare nel merito di quello che ha detto che non mi trova particolarmente d’accordo, è stato “istruttivo” o comunque interessante. È stato certamente meglio che sentire barzellette raccapriccianti o frasi di vuota propaganda strillate da un balcone-canale televisivo. Leggi il resto dell’articolo

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