
di Federico Cavallini
Il rumore che questo film mastodontico fa quando si muove non lascia indifferenti. Prima di tutto è una pellicola di Spielberg, e già questo lo colloca in una linea creativa ben particolare di film incentrati sulla lotta contro l’intolleranza razziale (Il colore viola, Amistad, Schindler’s List). In secondo luogo vede il trionfale ritorno sulle scene di Daniel Day Lewis, dopo il meritato premio oscar per Il Petroliere (There will be Blood, 2008, Paul Thomas Anderson): senza dubbio una delle cartucce migliori che Hollywood può attualmente sparare. Leggi il resto dell’articolo













