MY FRIEND JOHNNY, da Alessandra Cardone a Dino Risi


Il weekend scorso sono andato all’Apollo Spazio Cinema per assistere allaprima del corto di Alessandra Cardone dal titolo My friend Johnny, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Autori, che racconta la particolare amicizia – se così si può definire – tra il divo Johnny Depp e un ristoratore veneziano di nome Cristiano. Leggi il resto dell’articolo

IL SORPASSO, oltre la commedia all’italiana


Qualche tempo fa mi ritrovai in un’arguta discussione post-cena di argomento filosofico-cinematografico: in un’ipotetica apocalisse culturale, come ultimo desiderio prima di abbandonare le spoglie mortali, che film vorresti vedere? Vi risparmio le varie elucubrazioni su criteri e finalità della scelta, ma per il primo post di argomento cinematografico era necessario scegliere una chicca assoluta, così ho ripensato a quella sera e ho effettuato la mia scelta.
[ATTENZIONE: Le parti fra parentesi quadre nel giudizio sono SPOILER; se non siete fra quelle persone che, prima di comprare un libro, leggono l'ultima pagina, leggetle dopo aver visto il film].

TRAMA: In una Roma deserta di Ferragosto, Bruno Cortona (Vittorio Gassman), quarantenne esuberante, spregiudicato e opportunista, gira sulla sua Aurelia Sport in cerca di un telefono pubblico e di un pacchetto di sigarette. Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant), giovane studente di legge introverso e impacciato con le donne, lo accoglie in casa per fargli fare una chiamata e si lascia coinvolgere in un viaggio, che lo porterà a crescere umanamente e ad entrare in contatto con una realtà altra dalla sua: la società romana del boom economico.
Il giovane Roberto si troverà più volte sul punto di abbandonare l’istrionico Bruno ma, catturato dal suo fascino magnetico, si lascerà condurre in diverse avventure attraverso le campagne laziali e toscane, sempre più lontano, spaventato ma incapace di rinunciare al nuovo mondo appena conosciuto, fino a quando…

PERCHÈ VEDERLO: Per godersi una delle migliori commedie italiane di tutti i tempi. Spassoso da morire, si ride dall’inizio alla fine, ma non in maniera superficiale. Adatto a qualunque occasione.

GIUDIZIO CRITICO: Non lasciatevi ingannare dalla data di uscita. Questo film è di un’attualità straordinaria. Dino Risi sceglie la forma, inedita fino ad allora, del ‘road movie’ per descrivere la società romana e le contraddizioni del boom economico dei primi anni Sessanta. A questa pellicola, tra l’altro, si ispirerà Dennis Hopper per il cult-movie americano di qualche anno dopo, Easy Rider (1969).

Il film, oltre ad essere brillante, spassosissimo e mai banale, è altamente simbolico e metaforico. Accanto ai due personaggi principali, l’istrionico latin lover romano, a cui presta espressioni e movenze un Bruno Gassman in assoluto spolvero (qui in una delle sue migliori interpretazioni di sempre) e l’impacciato studente di giurisprudenza Jean-Louis Trintignant, depositario di una cultura ormai vetusta, un altro protagonista conquista la scena sin dalle prime inquadrature: la strada.
Essa è presente all’inizio e alla fine della loro avventura, la narrazione si apre e si chiude con essa; è soggetto movente e spettatrice del loro incontro, tanto quanto del finale. I due effettuano diverse soste lungo il viaggio, ma ritornano sempre alla strada, che rappresenta la libertà per Bruno, l’espressione del suo personale carpe diem e il nuovo, il futuro per Roberto. Leggi il resto dell’articolo

© 2013 SoloSapere. RIPRODUZIONE RISERVATA / Citare la fonte con collegamento. Per info: redazione@solosapere.it
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.181 follower

%d bloggers like this: