LIBERALIZZAZIONI, perchè la montagna ha partorito il topolino e gli italiani non se ne sono accorti


Dopo settimane di discussioni e un consiglio dei ministri durato otto ore, venerdì Monti ha presentato il decreto Cresci Italia.
Tralasciando l’analisi dettagliata dei singoli provvedimenti, per cui rimando a questo articolo, la prima impressione è che i tanto temuti colpi di spugna non ci siano stati, nè ci saranno in futuro.

Come avevo preannunciato in un precedente post, la liberalizzazione dei taxi, che  non era il grimaldello principale e su cui “inspiegabilmente” la stampa si è concentrata per giorni interi, si è risolta in un nulla di fatto. I provvedimenti erano fumosi sin da principio e concepiti da qualcuno con poca competenza del settore. Risultato: tutto demandato alla nuova “Authority per i trasporti” che, dopo aver consultato i sindaci delle singole città, deciderà su un’eventuale aumento (improbabile a Milano, forse più vicino alla realtà romana) delle licenze, con un non ben specificato rimborso per i tassisti che già ne possiedono una, e stabilirà (ma più probabilmente no!) una riduzione delle tariffe. Leggi il resto dell’articolo

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