Il Ddl 3491 sulla diffamazione, ribattezzato anche Salva Sallusti (dato che l’obiettivo dichiarato della legge è quello di non fare aprire le porte del carcere per il direttore de Il Giornale condannato a 14 mesi di carcere), rischierebbe di far chiudere Wikipedia. Questo l’avviso che campeggia da oggi sull’enciclopedia più conosciuta al mondo.
Sulla Repubblica di ieri si legge, a firma Francesco Merlo: «Da tutti i siti potranno essere cancellati, a semplice richiesta del presunto diffamato, senza cioè sentenza, articoli e dati personali. Non ditemi che esagero: è come Fahrenheit. Anziché bruciare i libri cancellano le parole, è una forma sofisticata di rogo di scrittura, e anche di memoria, di storia, sono buchi negli archivi. Immaginate che anziché in un archivio di Internet entrassero in un’emeroteca per bruciare i microfilm».
Nel forum dello stesso sito (che trovate qui), potete controllare tutte le novità in merito, ora per ora. Allo stato attuale, la discussione al Senato è stata rinviata a lunedì e sembra che sia intenzione dell’Idv eliminare il web dal Ddl.
Potrebbe essere una preoccupazione eccessiva, ma sfruttare l’occasione dell’eliminazione del carcere per il reato di diffamazione – assolutamente doverosa – per inasprire esponenzialmente le sanzioni pecuniarie, sarebbe tutt’altro che un regalo alla libertà d’informazione. Ergo fate attenzione: Wikipedia è un bene comune che non deve essere cancellato per nessun motivo. Quindi, come vi dicevo qualche tempo fa, stay tuned.











Mai fidarsi degli italiani e della loro naturale illiberalità fascista.
Peraltro trovo paradossale che Sallusti diventi il simbolo di questa lotta, uno che per anni, assieme ad altri, ha fatto strame della correttezza e della professione giornalistica per servire gli interessi di una parte di cui oltretutto sappiamo benissimo l’onestà intellettuale