THE WORDS, un film incompleto sulle parole


TRAMA

Rory (Bradley Cooper) è uno scrittore in crisi, non abbastanza talentuoso e in procinto di abbandonare i suoi sogni, quando riceve in regalo dalla moglie (Zoe Saldana) un’antica valigetta al cui interno si cela un manoscritto ingiallito, che gli cambierà la vita per sempre…

PERCHÉ VEDERLO

Per scoprire il sangue e la sofferenza che stanno dietro le parole di un romanzo. È un dramma che potete tranquillamente aspettare in homevideo e gustarvi così altre pellicole nel tempio cinematografico.

GIUDIZIO CRITICO

Eddie Morra è tornato, questa volta senza Nzt (per chi ancora non l’avesse fatto, date un’occhiata a Limitless, action movie senza pretese, ma coerente). Sembra proprio che Bradley Cooper non sia in grado di scrivere un romanzo, senza assumere sostanze psicotrope o rovinarsi la vita in altri modi. The words parte da premesse senza dubbio interessanti, come vi avevo già detto qui, ma già a metà film non si capisce dove voglia andare a parare e il prevedibilissimo (tentato più che altro) colpo di scena finale è il risultato più ovvio di questo procedere a tentoni.

Bella la fotografia – soprattutto nei flashback – e interessante la struttura su più piani narrativi, anche se non c’è nulla di originale nel lavoro della coppia Klugman-Sternthal – al loro esordio dietro la macchina da presa. Ottima la prova di Bradley Cooper, intenso ed espressivo, anche se non riesce a staccarsi dal ruolo del ‘bello e dannato’ (scrittore trasandato in questo caso) o similia che ultimamente i suoi ruoli gli impongono.Toccante e incredibilmente invecchiato Jeremy Irons, nei panni del… [Spoiler - anche se non farete fatica a capirlo da voi].

Quasi un cameo, invece, la presenza di Dennis Quaid, la cui scarsa presenza proprio a livello di minutaggio suggerisce inevitabilmente i risvolti del finale, che ahimè dovrebbe essere a sorpresa. Da biasimare anche l’utilizzo eccessivo della voce over, che racconta racconta racconta quello che, in un film, dovrebbe essere recitato, fatto intendere, suggerito: la scelta è stata probabilmente fatta per mantenere una stretta correlazione tra opera cinematografica e letterarie, protagoniste queste ultime a margine della vicenda.

In conclusione The words è un film sulle parole, sulla loro origine, sul loro potere di distruggere e rubare la vita delle persone. Un tema che promette una grande storia, che però è inficiata dalle scelte poco originali dei registi, dalla prevedibilità del plot e da un finale assente. Si poteva fare molto meglio con del materiale così promettente e un cast del genere.

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Commenti

  1. stravagaria dice:

    Mancano gli sceneggiatori? Questi commenti si addicono alla perfezione anche ad un altro film che ho visto di recente, In time, bella l’idea iniziale ma sprecata per assenza di coerenza e di idee integrative. Tu invece bravo sempre e molto preciso nei tuoi consigli di visione.

    • Grazie Stravagaria.
      Effettivamente i due casi non sono così dissimili. C’è da dire però che The words, se paragonato a In time, potrebbe diventare un film da Oscar. :D La malattia è la stessa, ma In time era a due-tre stadi più avanti… Davvero pessimo (a parte l’idea iniziale!)..

  2. Elena dice:

    Mi unisco al pensiero di VIV!

  3. mayfair61 dice:

    Il tempio è sempre più vuoto…
    Invece la sala 1 di casa mia…

  4. Alberto dice:

    Chi mi spiega il finale?non l’ho capito o_O
    non riesco a capire se il “plagio” è qualcosa che ha fatto anche il vero scrittore/narratore o se i suoi sensi di colpa sono riferiti al rapporto con la moglie (alla quale vuole chiedere scusa)…e lo fa tramite Cooper/Soldana nella scena finale dell’abbraccio…

    • Chi vuole andare a vedere il film non continui la lettura [SPOILER]: il ‘vero scrittore/narratore’, ossia Dennis Quaid, è in realtà il protagonista della storia, ossia colui che ha rubato al vecchio (Jeremy Irons) il manoscritto ingiallito costruendo su quello le sue fortune. In sostanza Dennis Quaid e Bradley Cooper sono lo stesso personaggio. Spero di essere stato chiaro. Se hai altri dubbi, chiedi pure.

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