Sono finite da poco più di ventiquattr’ore le Paralimpiadi londinesi e, per chi non avesse avuto la fortuna, il tempo o la voglia di seguirle, mi sembra doveroso fare un riassunto di quella che è stata la spedizione azzurra in terra inglese.
Il bilancio è di 28 medaglie totali, curiosamente le stesse vinte alle Olimpiadi di luglio dagli atleti italiani. Ma il dato che più incuriosisce è il confronto con la scorsa edizione delle Paralimpiadi: in Cina, quattro anni fa, ne arrivarono 18 – di cui solamente 4 ori, con 7 argenti e 7 bronzi; quest’anno invece la crescita è stata esponenziale, sia in quantità che in qualità: ben 10 medaglie in più, e il bilancio tra ori – argenti – bronzi è di 9 – 8 – 11.
Gli sport in cui siamo andati meglio sono stati il ciclismo, il nuoto e l’atletica, che a Pechino erano stati al contrario il nostro tallone d’achille. Tra i personaggi da ricordare – anche se sarebbero molti, sicuramente Alex Zanardi (due ori nelle gare individuali e un argento in staffetta) e Cecilia Camellini (due ori, entrambi con record del mondo).









