MATRIMONI GAY, 15 motivi per essere assolutamente contrari


Riporto per intero un elenco trovato sui social network dei cosiddetti “15 migliori motivi per non approvare il matrimonio gay”. Io l’ho trovato molto istruttivo…

1. Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l’aria condizionata.

2. Il matrimonio gay spingerà le persone ad essere gay, allo stesso modo in cui far andare in giro persone alte vi fa diventare alti.

3. Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi, nonché la capacità di dichiararsi consenziente o meno al contratto giuridico.

4. Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non e’ mai cambiato minimamente; le donne infatti sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha il diritto di vita e di morte sui figli, i neri non possono sposare i bianchi e il divorzio non esiste.

5. Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor verrebbe distrutta.

6. I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli. Le coppie gay, come anche quelle sterili e le persone anziane, non devono potersi sposare perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bambini.

7. Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay, proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali.

8. Il matrimonio gay e’ vietato dalla religione. Dunque in una teocrazia come la nostra i valori di una religione devono essere imposti all’intera nazione. Ecco perché’ in Italia c’è una sola religione e tutti i bambini devono essere battezzati alla nascita.

9. I bambini non saranno mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile e uno femminile a casa. Per questo nella nostra società quando un genitore é da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.

10. Il matrimonio gay cambierà i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarci alle nuove norme sociali. Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all’allungamento della vita media.

11. Le relazioni gay non sono durature perché i gay per natura sono promiscui. Infatti i mariti etero e le mogli etero non hanno MAI relazioni extraconiugali e non divorziano mai.

12. I bambini cresciuti da una coppia gay verranno derisi e discriminati dagli altri coetanei. A differenza di quelli con le orecchie a sventola, quelli con il naso grosso, quelli grassi, quelli effeminati, quelli di colore, quelli con la erre moscia, o quelli troppo bassi che sono accettati da tutti i coetanei e mai presi in giro da nessuno.

13. Perché la religione cattolica vieta l’atto omosessuale che è considerato peccato, e dunque loro non possono sposarsi ma possono farlo assassini, pedofili, maniaci sessuali, ladri, mafiosi, serial killer, truffatori, mercanti di organi, commercianti di bambini , di schiavi, di pellicce, papponi e chiunque non sia un omosessuale.

14. Perché il matrimonio omosessuale comporta l’atto omosessuale. Ma la Bibbia considera peccato l’atto omosessuale così come la masturbazione, i rapporti sessuali prima del matrimonio e i rapporti sessuali che non hanno il fine di procreare.

15. Perché verrebbe meno l’antica tradizione calcistica Italiana, dato che di sicuro ci saranno meno calciatori. Infatti si sa che i gay odiano il calcio e porteranno a odiarlo anche ai loro bambini impedendogli quindi di praticare qualsiasi tipo di sport che non sia danza classica, ginnastica ritmica, pattinaggio sul ghiaccio, shopping, manicure, lampada e bolle di sapone.

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Commenti

  1. Fabio dice:

    Devo ammettere che quando ho letto il titolo sono rimasto di sasso XD

    • Hai pensato che avessi gettato il cervello in un pozzo di melma marrone vero?! :D ..invece no.. tu che sei tecnico Fabio, che ne pensi dei cambiamenti apportati al blog?

      • Fabio dice:

        Ahaha, sì avevo pensato che avessi avuto un ictus o qualcosa del genere XD
        Mi sembrano dei buoni cambiamenti, lo squadrato va molto di moda ultimamente ;) è cambiato anche il sistema dei commenti? Non mi ricordo com’era prima…

      • Ahahah! Il sistema dei commenti è cambiato solo esteticamente in realtà..l’unica cosa è che puoi votare gli articoli con freccina su o giù in base a se ti è piaciuto o meno..

  2. Alessia dice:

    illuminante! ahahah quanto hanno ragione…

  3. Piercoso dice:

    io sono etero ma mi piace la ginnastica artistica/ritmica (con tutte quelle tutine) e le bolle di sapone e mi sta sulle balle il calcio

  4. io dice:

    Ho pensato a lungo a queste tematiche, ormai sono anni che ci penso. Dico la mia, magari domani qualcuno mi fa cambiare idea, ma per ora è così. Secondo me serve un’istituzione diversa dal matrimonio. Qualcosa che dia ai gay gli stessi diritti delle coppie etero, tranne quello di adottare figli (o meglio, l’ideale sarebbe permettergli di adottare solo se proprio non si trova una coppia etero adatta, che però è quasi come dire che non possono). Il motivo è semplice, l’adozione è finalizzata al miglior bene possibile per il bambino, non per la coppia che adotta. Le coppie che adottano passano sotto una trafila di terzi gradi, assistenti sociali, lenti di ingrandimento, cose che farebbero perdere la pazienza a chiunque, tutto per cercare di garantire la miglior situazione al bambino che sarà adottato. In quest’ottica, dato che coppie etero che vogliono adottare non mancano, ha senso dare un bambino ad una coppia gay solo se non ci sono più coppie etero che lo vogliono, perché una coppia gay per quanto fatta di persone a modo, non potrà mai dare al bambino un modello maschile ed uno femminile da mettere a confronto, da seguire e da contraddire. Il bambino quindi, adottato da una copia gay, vivrà una situazione presumibilmente meno ottimale di quella che avrebbe vivendo con una coppia etero. Ovviamente poi ci sono coppie etero che non meriterebbero un bambino in adozione, ma che lo ricevono (purtroppo ne ho conosciute) e coppie gay che sarebbero una famiglia migliore delle coppie etero citate prima (purtroppo non he ho conosciute ma sono certo che ci sono). Tuttavia queste situazioni non sono prevedibili dal punto di vista legislativo, quindi si può solo fare il possibile per cercare di garantire al bambino la miglior famiglia.

    Notate che io non ho nulla contro i gay, io stesso sono bisex, subisco i condizionamenti di questa società e sono costretto a nascondere il mio lato omo (ragione per cui qui uso un nick invece del mio nome reale). Notate anche che io e mia moglie abbiamo passato tre anni in cui credevamo di non poter avere figli ed informandoci sulle possibilltà di adozione ci è subito parso chiaro un concetto: l’adozione non è un diritto della coppia, nemmeno della coppia etero, ma è un diritto del bambino (non spaccate il capello in quattro sul significato della parola “diritto”, cercate di capire il concetto).

    Ora immaginate una coppia etero che fa tutto l’iter per l’adozione di un bambino. La cosa dura anni. Alla fine non gli danno il bambino per qualche motivo accampato dallo psicologo di turno. Però lo danno alla coppia vicina di casa, che è una coppia gay. Vi sembrerebbe normale? Uno psicologo riesce a trovare potenziali problemi per il bambino in una coppia etero, pensate quanti ne potrebbe trovare in una coppia gay!

    Se si dà un bambino ad una coppia gay, allora lo si può dare anche ad un single (maschio o femmina che sia), giusto? Quindi, perché no, anche un prete potrebbe adottare un bambino, giusto? O una suora di clausura, se la sua madre superiora lo permette, giusto? Già, è sbagliato, non è giusto. Chiedetevi il perché.

    • criskris dice:

      maria santissima. ma hai letto quello che hai scritto?

    • io dice:

      in realtà non ci trovo nulla di male se un single adotti un bambino…in altri paesi è possibilissimo. basta che abbia modo di crescerlo.. uno che ha un lavoro ben retribuito e una casa accogliente…xche non può adottare? magari avendo già anche altri figli….che male ci sarebbe?????

      • A rigor di logica, molti genitori single crescono i figli bene quanto, se non meglio, di alcune coppie che apparentemente sarebbero più quotate, ma che in realtà si rivelano inadatte per svariati motivi.

  5. Grande Igor è bellissimo questo pezzo! non sono d’accordo con la risposta “articolata” di Io. Sono uno psicologo-psicoterapeuta etero.
    Inizia il commento affermando che per il bene del bambino è necessaria la presenza di una figura maschile affianco a quella femminile, ma poi nel commento successivo si ricorda che anche single, vedovi ecc ecc possono crescere in modo ottimale i propri figli. A tal riguardo c’è anche una scarsa conoscenza dell’essere umano e di riflesso delle coppie gay; noi tutti presentiamo in un mix diversamente dosato di tratti femminili e maschili (non solo fenotipici) quelli che Jung descriveva con Animus ed Anima ed all’interno del rapporto di coppia sia esso etero od omo tali tratti tendono ad equilibrarsi fra loro, è solo poi la cultura dominante a imprimere determinate direzioni a questa bivalenza presente in ogni psiche umana; Se non fosse cosi esisterebbero solo stereotipi, solo donne che fanno arte, cucina, danza e uomini che fanno sport, camionisti,ecc ma sappiamo bene che non è così (per fortuna). Quindi affermare che è potenzialmente “meglio” una coppia fatta da una figura maschile ed una femminile non è corretto, proprio perche l’immagine archetipale del maschile e del femminile (che è quella che si trasmette ai figli) viene portata da ogni singolo individuo ( e ciò è anche a conferma di come mai un single può essere un ottimo genitore). Addirittura l’antropologia dimostra che la figura del padre è una novità evolutiva. Per milioni di anni lo sviluppo e la crescita degtli esseri umani era affidato alla sola fattrice (certa) e non ci si poneva il problema di una seconda figura. La sociologia ci dimostra come ancora oggi esistono nel mondo altri (vincenti) modelli di famiglia e di figure genitoriali, vi sono luoghi del mondo in cui esiste ancora il matriarcato, altre in cui un figlio viene allevato da tutte le mamme della tribu. Se esempi così lontani dalla cultura occidentale non convincono ( ma almeno smontano la tesi dell’innaturalezza) se ne posso pescare molti anche nella nostra cultura: gli orfanotrofi.
    Inutile poi commentare lo “sparlare” della sua conclusione. L’intero commento non spiega su quali fondamenta scientifico-pedagogici sarebbe meglio per il bambino una coppia etero. Il meglio per un bambino sono le garanzie:ambiente socio-economico (tetto-cibo), capacità educative e di trasmissione culturale (scuola e rispetto delle fasi evolutive), AMORE.

    • Condivido assolutamente il tuo punto di vista Paolo. Grazie anche per la chiarezza della spiegazione. Il passo successivo, allora, è domandarsi perché in Italia, a differenza di altri paesi, siamo costretti a sopportare – non tutti, alcuni ci si trovano benissimo – una concezione così arcaica dell’istituzione familiare?

    • Giovanni dice:
      • @Giovanni Dal primo paragrafo delle conclusioni di quello che hai linkato tu: “Indeed, the evidence to date suggests that home environments provided by lesbian and gay parents are as likely as those provided by heterosexual parents to support and enable children’s psychosocial growth”. Non mi sembra che contraddica quello che diceva Paolo.
        p.s. potevi anche anche articolare un po’ di più il tuo pensiero.. linkare due articoli scientifici non ci dice cosa pensi, nè esaurisce un argomento di tale complessità. Grazie.

      • @Giovanni: Aggiornato?????Immagina se invece di Jung citavo Platone?! vabbè sorvoliamo una facile polemica e andiamo ai link “aggiornati”, sebbene non contraddicano, anzi rafforzano la mia poco aggiornata produzione di evidenze scentifiche, mi fanno sorgere delle domande su alcune delle variabili misurate: la capacità di esprimere in modo congruo alle situazioni le proprie emozioni e le capacità relazionali. Le aggiornatissime evidenze scentifiche cha hai postato mirano a fare una comparazione tra i figli di famiglie tradizionali e quelle non tradizionali all’interno del territorio statunitense; Ma non è forse noto che tali capacità sono influenzate da numerosissimi fattori? I popoli del nord europa hanno un modo molto più contenuto di esprimere le proprie emozioni e di tessere relazioni rispetto a noi del sud europa eppure non mi sembra che sia perchè da noi ci siano più famiglie non tradizionali. Lo studio che hai postato porta acqua al mio mulino, sarà anche agggiornato, ma non mi convince…

  6. paolobattaglia dice:

    Il conformismo è comodo a chi detiene il potere e le famiglie non tradizionali sono per definizione anticonformiste

  7. silvia dice:

    a parte che si parla sempre di gay e mai ci si comprendono le lesbiche e tutto questo articolo poteva tranquillamente essere per entrambi.comunque, a parte i punti 4 e 5 che non ho capito,è fantastico.comeplimentissimi.ma come faccio per condividerlo su fb?ho messo il mi piace ma non lo condivide….grazie!

    • Hai pienamente ragione Silvia.
      Per condividerlo devi copiare l’indirizzo dell’articolo in alto (www.solosapere/ecc…) e incollarlo nel tuo stato di fb!!;) grazie…a presto con un altro articolo!

  8. io (quello del 19 settembre) dice:

    Prima di tutto: quel simpaticone che il 20 settembre, con tanti nick che ci si può inventare, ha usato un nick uguale al mio, storpiando quanto da me scritto, poteva almeno far la fatica di chiarire che lui non era lo stesso “io” di cui sopra. Quindi no, non ho scritto una cosa per poi scrivere l’esatto contrario, io ho scritto solo il post del 19 settembre e questo.
    Ciò detto ringrazio comunque Paolo Battaglia per il suo punto di vista, ben motivato e certamente condivisibile. Tuttavia per carattere non ripongo tutta questa fiducia nella scienza, men che mai negli psicologi. Lo faccio però con tutto il rispetto, in quanto non parlo della persona in particolare (Paolo) che non conosco, ma parlo della possibilità in generale di “entrare nel cervello degli altri”. La psicologia come scienza è una cosa abbastanza recente e credo che abbia ancora molti aspetti da perfezionare. Ho tre amici che in tempi e per motivi diversi si sono volontariamente avvalsi dell’aiuto di psicologi e a distanza di anni posso dire che la loro situazione è rimasta tale se non addirittura peggiorata. Nulla contro gli psicologi come persone, loro certamente ce l’hanno messa tutta a far bene il proprio mestiere, ma non credo che questa roba funzioni davvero così bene. Sono quindi poco sensibile alle argomentazioni scientifiche in campo psicologico. Nel dubbio, visto che le famiglie tradizionali disponibili ad adottare non mancano, io dico che è preferibile fare la scelta più sicura, sempre in ottica del bene per il bambino.
    Per questi motivi continuo a pensare che le adozioni gay debbano essere viste come extrema ratio preferibili solo all’orfanotrofio. E ripropongo la domanda a cui nessuno ha provato a rispondere: cosa ne pensate di un prete o una suora di clausura che volessero adottare un bambino?

    • Io penso che un prete o una suora di clausura non siano mentalmente stabili. In più non garantirebbero al bambino un ambiente sano in cui crescere. Semplice.

      • io (quello del 19 settembre) dice:

        Considerato che quello che pensi è una tua opinione non supportata dalle tanto amate evidenze scientifiche, ha lo stesso valore della mia opinione. Anche tu eviteresti di dare in adozione bambini ad una determinata categoria di persone (nel tuo caso preti e suore) in quanto è la scelta più sicura.

      • Certo. Perché io non stimo suore e preti, ma era un’opinione personale, non ‘da legislatore’. Se dovessi scegliere se acconsentire le adozioni anche per loro, per consentire lo stesso diritto alle coppie gay, lo farei. In ogni caso, coppia gay è diverso da prete o suora di clausura, e non poco.

      • io (quello del 19 settembre) dice:

        Non esiste alcun diritto all’adozione da consentire a chicchessia. Non esiste neppure per le coppie etero. Tu ragioni basandoti sui diritti della coppia che adotta, ma il legislatore si pone un obiettivo completamente diverso (e ben più nobile): dare al bambino la miglior famiglia possibile. Se le coppie gay, i preti, le suore e gli assassini pentiti fossero presi come “seconda scelta” (terza, quarta) solo nel momento in cui vengono a mancare coppie etero disposte ad adottare, allora ok, sono d’accordo anch’io a dare tutti i bambini in adozione ai gay prima che a preti/suore/assassini pentiti. Fin che ci sono coppie etero disposte ad adottare e fin che la psicologia è una via di mezzo fra una scienza, una filosofia ed una mano a texas hold’em, e fin che la scienza non mi sa spiegare a cosa effettivamente è dovuta l’omosessualità, io preferisco, nel dubbio, giocarmela sul sicuro e optare solo per le coppie che la natura stessa ha eletto come uniche beneficiarie della riproduzione. Non perché abbiano diritti più dei gay, ma perché lì sono sicuro che il bambino può (forse) trovare una situazione ottimale, mentre con una coppia gay non ne sono sicuro (e non sapendo che cosa sia l’omosessualità non c’è alcuna scienza, tantomeno la psicologia, che può vantare tale certezza).
        Il fatto che prete o suora sia diverso da gay (in particolare peggiore per sceglierli come famiglie adottive) mi trova d’accordo e non fa altro che rafforzare le mie posizioni (è proprio per quello che li ho portati ad esempio).
        In ultimo, il fatto che tu saresti disposto a destinare dei bambini a preti e suore, ben sapendo che ne soffrirebbero, pur di arrogare un diritto inesistente ai gay non ti fa particolare onore. Da un sedicente letterato mi aspetterei un’analisi più profonda di problematiche di questo calibro (anche se da un aspirante giornalista in effetti non mi aspetto un gran che, ma anche qui nulla di personale, è solo l’ennesima sfiducia maturata nei confronti di una professione a causa dell’esperienza vissuta).

      • Era una questione terminologica. È ovvio che il diritto sia del bambino e non della coppia. “Finché la scienza non sa spiegarmi a cosa è dovuta l’omosessualità”?!?! Ahahah non credo che l’omosessualità sia come la gotta o il fungo d’atleta sai… Non è una malattia. Esiste da sempre ed è connaturata alla natura umana e animale (da sempre non dall’altro ieri!). Quindi tu che, nel dubbio, “te la giochi sul sicuro” optando per la coppia eterosessuale, come giudicheresti quella coppia se a lui piacesse fare pissing e lei si facesse picchiare a sangue per divertimento? Le abitudini sessuali all’interno delle coppie, se non recano danni agli altri, sono affari delle coppie e stop. I gusti sessuali non possono essere motivo di discriminazione, altrimenti a me stanno sulle balle i feticisti dei piedi e dico che non dovrebbero adottare bambini. Ha senso? Ovviamente no!
        Mai detto che darei i bambini alle suore di clausura e ai preti, semplicemente perché nella mia Utopia non esisterebbero suore o preti: braccia rubate all’agricoltura.
        Beato te poi che pensi che le coppie etero garantiscano “(forse)” una situazione ottimale per i bambini adottati. Evidentemente non sei al corrente dei centinaia di migliaia di casi di maltrattamenti nelle famiglie (rigorosamente etero) adottive.
        Ultima annotazione: non sono un sedicente letterato, ‘solo’ un letterato e “granché” si scrive attaccato.

    • Mi limito a commentare solo il post dove sono stato nominato…Sotto il termine “Psicologia” ricadono tante argomentazioni che portano l’inesperto ( la cui esperienza è per sentito dire, da amici ,tv ecc ecc) a cadere in confusione. La diffidenza che hai espresso tu riguarda la Psicoterapia e non la Psicologia, che è lo STUDIO ( e non la cura) del comportamento, la psicologia è come l’etologia per gli animali, l’etologo non è sempre un veterinario, puoi non fidarti della valenza curativa, ma nel mio commento puramente a stampo umanistico, io descrivo come è fatto “l’animale uomo” non ho interesse a “curare” nessuno. Altra sciocchezza, frutto dei media e non dell’”accademia” è il pensare che uno psicologo abbia la possibilità di entrare “entrare nel cervello degli altri”. Lo psicologo è come un medico di base, non usa “bisturi”, non è uno psicoterapeuta, psicologo=studiare il comportamento senza interesse al cambiamento. Seguendo la scia del tuo ragionamento posso dirti che un mio amico aveva un problema alla vista, è andato da chirurgo oculista e ora ci vede peggio, ciò non significa che l’occhio umano non funzioni in quel dato modo. definisci scelta più sicura. fammi un solo esempio di adozione sicura….in tremila anni l’uomo non ha mai trovato nessuna sicurezza, anzi, abbiamo creato leggende in cui i fondatori di Roma furono allevati da una lupa. Nell’ambito dell’adozioni( come in altri) certezze non ve ne sono.Dici di non fidarti della scienza men che meno degli psicologi e poi in maniera “sottilmente” omofoba aspetti che la sciena ti dia una spiegazione sull’omosessualità? ne hai forse cercata una sull’eterosessualità? l’unica scienza che studia queste cose e che non è una variante del poker è la Psicologia ( ma che razza di psicologia conosci? non siamo mica cartomanti!)

      • io (quello del 19 settembre) dice:

        Avevo detto che non avrei più risposto, ma ci tengo a dare le risposte alle domande di Paolo. Non aspetto alcuna spiegazione dalla scienza, non credo che potrà mai darla, non con il metodo scientifico di cui disponiamo oggi, anche perché la spiegazione pare non interessare nessuno, la maggior parte delle persone liquida la questione come “una cosa normale” (io compreso). È normale allo stesso modo della religione, anzi, sui numeri potremmo dire che la religione sia “più normale” dell’omosessualità ed è per questo motivo che sfido chi difende le adozioni gay a difendere anche le adozioni da parte di preti e suore di clausura. Non basta accettarle pur di raggiungere il proprio obiettivo, ma per coerenza se si difendono le une, bisogna difendere anche le altre. Oppure riconoscere che in entrambi i tipi di adozione c’è qualcosa che non va, perché l’omosessualità, per normale che sia, non è “più normale” della religione. Ah sì, sento già il commento, gli animali omosessuali esistono, quelli religiosi no. Lo so, infatti non ho nulla in contrario se una coppia gay adotta un cane o un gatto. Sembra una battuta, ma è una cosa seria. Omosessualità normale non significa anche adozione gay normale. Gli animali gay non adottano proprio nessuno. Come vedi non sono omofobo, sono solo logico (e sono bisex, ricordi?). Da una parte la normalità dell’omosessualità (su cui mi trovo d’accordo, ma non faccio fatica a capire chi non è d’accordo), dall’altra la presunta normalità delle adozioni gay. Come dire, da una parte la normalità della religione, dall’altra la presunta normalità delle adozioni da parte di preti e suore. O ancora, da una parte la normalità della povertà, dall’altra la presunta normalità delle adozioni da parte di coppie che non hanno mezzi economici per mantenere il figlio.

        Quanto all’adozione sicura, ovviamente non esiste: quando parlo di “scelta più sicura”, la intendo relativamente alle altre scelte disponibili, non sicura in senso assoluto. La natura ha deciso che le coppie etero potessero procreare. Capita che un bambino resti senza genitori. Abbiamo 10 coppie etero e 10 coppie gay disponibili ad adottarlo. Le passiamo alla lente d’ingrandimento e ne scartiamo per vari motivi 9 etero e 9 gay. Ne restano una ed una, entrambe idonee, quale scegliere? Del perché dell’omosessualità non sappiamo nulla, ma sappiamo che la natura non darebbe un figlio ad una coppia gay (nemmeno in adozione). Del perché dell’eterosessualità non sappiamo altrettanto nulla, se non il fatto che l’evoluzione l’ha studiata come espediente per perpetuare la vita (e quindi per allevare figli). Qual è la scelta più sicura? Probablimente quella che imita il “normale” corso della natura, almeno fino a quando non avremo scoperto tutto dell’omosessualità, delle sue cause e delle sue eventuali conseguenze (lo so, è normale, così come è normale che abbia delle cause e delle conseguenze, come tutto il resto, eterosessualità compresa). Se poi le coppie etero idonee finiscono, allora ok, meglio una coppia gay dell’orfanotrofio, ma prima di allora, la scelta preferenziale deve essere l’affidamento alla coppia etero.

      • Il paragone omosessualità-religione non regge e fatico a seguire il tuo filo logico. Discriminare qualcuno per i suoi gusti sessuali è sbagliato, punto e basta: non ci sono molti ragionamenti da fare. Poi cosa c’entrano gli animali omosessuali?! E i gay che adottano i cani e i gatti?! Sugli animali gay che non adottano nessuno, ti sbagli di grosso: ci sono numerosi animali che, in una relazione omosessuale, adottano piccoli abbandonati o di altre specie similari e li crescono come loro. Ma continuo a non capire il senso del tuo ragionamento: le leggi non devono basarsi sulla “natura”, come la chiami tu, ma servono a migliorare la condizione dell’uomo; le sovrastrutture sociali esistono non sempre e non necessariamente come estensione dello stato naturale, altrimenti dovremmo smettere di prendere le medicine e tornare a cacciare con la lancia e a vivere nelle caverne.
        Inoltre, riguardo quello che scrivi dopo, procreazione ed educazione sono due piani completamente diversi. Non è detto che chi non può procreare non possa educare: glielo dici tu a una donna sterile che non può adottare un bambino perchè la natura non le ha permesso di procreare, quindi non sarebbe una buona madre/educatrice?!?! Ti rendi conto dell’assurdità?! Per finire, non c’è nulla da sapere sull’omosessualità. Non è una malattia, è uno stato di natura (“il normale corso della natura”, come lo chiami sopra) tanto quanto l’eterosessualità e uno che si definisce bisessuale dovrebbe saperlo.
        Come è evidente, mi sembra che questi argomenti non siano molto validi per sostenere l’esclusività dell’adozione per le coppie etero, quindi direi che dovresti trovarne altri.

  9. io (quello del 19 settembre) dice:

    Attaccarsi alla grammatica mi sembra un ottimo modo di argomentare le proprie posizioni: lascia però sospettare che manchino vere argomentazioni, ma ovviamente non è il tuo caso. Comunqe “sedicente” significa “che si dichiara” e solo a volte è usato in senso spregiativo. Io mi riferivo semplicemente al fatto che qui sul sito ti dichiari letterato.
    Quanto alla natura dell’omosessualità tu ne sai quanto me e quanto gli altri, ovvero ben poco. Ovvio che non è una malattia (io fra l’altro non l’ho mai detto), ma a cosa sia dovuta nessuno lo sa, mica solo le malattie hanno una causa e delle conseguenze. L’esempio poi che fai dei giochetti erotici non è calzante, mi sembra assurdo stare qui a spiegarlo ad un letterato, ma sembra che sia necessario. L’omosessualità è qualcosa di più di un’abitudine sessuale interna alla coppia e non è assimilabile ai giochetti erotici. Già la consapevolezza che i genitori etero praticano certi giochetti erotici potrebbe determinare nei bambini un turbamento, ragione per cui si tengono segreti e relegati fra le mura della camera da letto. Se però i genitori sono entrambi maschi, c’è poco da tenere segreto, ovvero l’abitudine sessuale non è più all’interno della coppia ma diventa di dominio pubblico, quindi bisogna tener conto in modo appropriato di tale differenza prima di decidere a cuor leggero che una coppia vale l’altra, pur che voglia bene al bambino.
    Infine il “(forse)” che ho messo stava proprio ad indicare che sono ben al corrente dei casi di maltrattamenti, ma nessuno può garantire a priori (con una legge) che queste cose non accadano. Non lo si può però garantire neanche per le coppie gay. Ciò che si può fare dal punto di vista legislativo deve essere fatto, il resto va regolato in altro modo (potere giudiziario ed esecutivo, ma, anche qui, mi sembra che sono cose che un letterato dovrebbe già sapere, o forse le sta volontariamente storpiando in previsione di quando sarà giornalista?).
    Non vado oltre, che significa che non risponderò ulteriormente in questa discussione, credo di aver sufficientemente delineato il mio pensiero.

    • Insisti: “a cosa è dovuta” implica che abbia delle cause e che quindi non rientri nel concetto di normalità. Non è così. Esiste da sempre e fa parte della natura umana e animale, ribadisco. Perchè esistono gli etero? Perchè esistono, punto. Perchè esistono i gay? Perchè esistono, sempre punto. Non c’è nessuna causa da indagare. “L’omosessualità è qualcosa in più di un’abitudine sessuale”? Certo, è un gusto sessuale, come gli altri che ho citato io. Ad alcuni piace farsi menare, ad altri piacciono gli uomini, ad altri piacciono le donne, ad altri piace farlo nei luoghi pubblici e così via. Ha qualcosa a che fare con saper amare, educare, insegnare dei valori a un bambino? No, per me no. Proprio perchè certe cose fanno parte della sfera intima di una coppia; terra terra, sono affaracci loro quello che gli piace fare a letto, uomini o donne che siano, purchè siano persone equilibrate. Ciao e grazie del tuo contributo alla discussione.

  10. Veritas dice:

    il culo é fatto per cacare.

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