Il decreto Balduzzi, che verrà presentato in Consiglio dei Ministri il prossimo 31 agosto, tra le altre norme – tasse su bevande alcoliche e zuccherate, videopoker lontani da scuole e ospedali e certificati di medici sportivi per chi va in palestra – stabilisce una multa di 1000 euro per chi vende sigarette ai minorenni. I mille euro potranno diventare 2000, in caso di recidività dell’infrazione.
La mia domanda è molto semplice: perché, se il governo è davvero intenzionato – come dice – a garantire una maggior salute alle nuove generazioni e ai più giovani, non rinuncia alle commissioni statali sul tabacco e non dichiara una vera guerra alle multinazionali delle sigarette, anziché portare avanti proposte che hanno poco di ragionevole e ancor meno efficacia?
Per carità, a prima vista, il provvedimento sembra sensato e pieno di buone intenzioni: perché rischiare una multa di mille euro – penserà il tabaccaio – per vendere a un minorenne un pacchetto di sigarette, su cui tra l’altro guadagno poco o niente? Ma alla fin della fiera restano solo buone intenzioni e provvedimenti facilmente aggirabili, perché la verità è che a nessuno conviene che i fumatori smettano di comprare sigarette – a parte ai fumatori stessi.
Ciò che appare necessario, invece, è finanziare campagne di informazione e sensibilizzazione in tutte le scuole – e non le superiori, quando i ragazzi si rifiutano di ascoltare per principio, ma alle medie e alle elementari – capaci di far comprendere quali siano i rischi e le implicazioni del fumare in tenera età. Ma quando capiranno che vietare qualcosa – soprattuto ai giovani – senza spiegare non ha più lo stesso effetto di 50 anni fa, ma l’esatto opposto?











Uno dei problemi atavici dell’italia, oltre all’ipocrisia bigotta di matrice cattolica (vizi privati, pubbliche virtù..e soldi per tutti), è anche la gerontocrazia.
Certa gente fa errori perchè oggettivamente troppo vecchia.
Non ce la fanno insomma!??! ..non è neanche mala fede.. vista da questo punto di vista è ancora più triste!