SINDROME DI DOWN, ancora sul caso di Mons. Gemma


Ieri ho scritto un articolo in cui argomentavo le motivazioni per cui, secondo me, mons. Gemma non avrebbe dovuto scusarsi con i genitori di ragazzi affetti da sindrome di Down, dopo le sua affermazioni in una trasmissione andata in onda su Tv2000, televisione del Vaticano, dal titolo Vade Retro. Dopo numerosi commenti di genitori direttamente interessati dalla vicenda, ritengo opportuno chiarire il mio pensiero in merito.

L’articolo prendeva le mosse dalla convinzione, rivelatasi erronea o parzialmente tale, che nessuno nel 2012 si sarebbe sognato di considerare gli affetti da sindrome di Down posseduti dal demonio o bisognosi di un qualche esorcismo, pratica che ritengo un insulto all’intelligenza, e quindi muoveva una critica alla spettacolarizzazione dell’evento a scopo mediatico. Dai numerosi commenti è emerso, mio malgrado, che i genitori di ragazzi affetti da tale sindrome si trovano tutt’oggi a dover combattere contro pregiudizi degni dell’età della pietra.

Per questo motivo ritengo, alla luce delle testimonianze emerse, che sia auspicabile un chiarimento del mons. Gemma a riguardo. Rimango fermamente convinto che il prelato sia stato vittima della sua ignoranza (essere preti non è necessariamente sinonimo di cultura, spiccata sensibilità umana o rispetto della diversità, anzi!), della sua incapacità di esprimersi adeguatamente e che, per quanto mi riguarda, abbia un livello di credibilità prossimo allo zero. Chiaramente – putroppo – non è così per tutti; evidentemente Tv2000 ha uno share sufficiente per condizionare le menti di pochi (ma sempre troppi), sprovveduti uditori e pertanto credo siano fondate le richieste di scuse ufficiali da parte dei genitori, se non altro per preservare il faticoso lavoro e impegno di integrazione dei loro figli nella società.

Personalmente auspico che, in un futuro più che immediato, chiarimenti del genere divengano superflui (per i più) e che il miglior modo per combattere le discriminazioni non sia quello di indignarsi per qualunque parola, frase fuori posto. Perché proprio in questo modo si alimenta una cultura della diversità che non giova né a chi a vuole combattere le discriminazioni, né a chi suo malgrado ne è vittima.

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Commenti

  1. cordialdo dice:

    Ritengo che quel sacerdote ma anche, spesso, moltissimi altri e le gerarchie vaticane vivano all’età della pietra insieme a molti politici ed altri sedicenti cattolici solo perchè battezzati a pochi giorni dalla nascita loro seguaci.
    Quel prete dovrebbe semplicemente vergognarsi di fare certe affermazioni ed il suo vescovo dovrebbe biasimarlo chiedendo scusa con lo stesso mezzo col quale gli affetti dalla sindrome di Down sono stati insultati. E poi parlano di carità cristiana!!!

  2. Sonia dice:

    Grazie Igor.

  3. Daniela dice:

    Buongiorno Igor……”"”" Dai numerosi commenti è emerso, mio malgrado, che i genitori di ragazzi affetti da tale sindrome si trovano tutt’oggi a dover combattere contro pregiudizi degni dell’età della pietra.”"”"”"”….questa purtroppo è ancora oggi la realta’ ed è per questo che le persone che si prestano ad andare in tv (chiunque esso sia ) debbono usare le giuste parole perchè la massa di gente ascolta ma poi fuori nelle strade ci andiamo noi …..buona giornata e grazie per aver compreso….

  4. Anna Rita dice:

    Grazie Igor, apprezzo moltissimo questo tuo secondo articolo.

  5. Francesco Guarneri dice:

    Purtroppo quel prete e’ cresciuto e vive tutt’ora sensa aver mai conosciuto l’AMORE, quello maiuscolo, quello che un genitore prova nei confronti di qualsiasi figlio, ma soprattutto quello che un bambino con trsomia riesce a dare e a tirar fuori dalle persone “normali”..

Trackback

  1. [...] a quelle di un ragazzo affetto dalla sindrome di Down. (leggi gli articoli qui e qui). In seguito alla lettera inviata a Repubblica da alcune mamme di ragazzi affetti da tale sindrome, [...]

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