BORGHEZIO – BALOTELLI, quanta ipocrisia piccolo-italiota


L’Onorevole Borghezio non è nuovo a delle boutade che fanno notizia. Ne sono testimonianza le sue esternazioni pittoresche a La Zanzara, programma radiofonico su Radio24 («Berlusconi è un modesto imitatore di Mussolini, che fu un grande padano»), revisionisteIl nazismo ha compiuto anche cose positive»); quelle sul caso “ministeri al nord” Questo spostamento di ministeri al nord è un bel “vaffa” a Roma, senza voler offendere il sindaco Gianni Alemanno che invece se l’è pigliata in quel posto…») e quelle sull’assassino norvegese Breivik («Molte sue idee sono buone, alcune ottime. E’ per colpa dell’invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza»), solo per citarne alcune.

Dopo la partita vinta contro la Germania, l’eurodeputato leghista campione di bon ton ha sentito il dovere di esprimersi anche sul caso Balotelli: «Che Balotelli sia un padano con la pelle scura a me va bene, a me fanno girare le scatole i padani che si sono compromessi con la ’ndrangheta, quelli li rinnego da un punto di vista razziale». Tralasciando l’opinabile concetto di razza, considerato da alcuni studiosi superato da anni e utilizzato solo in ambito animale, e il modo ancora più curioso in cui lo utilizza Borghezio nella sua personale rubrica “Parole in libertà”, probabilmente l’Onorevole non si è reso conto di aver fatto centro, per una volta, fotografando la triste ipocrisia del popolino italiano, razzista ad suam utilitatem.

E non parlo solo dei leghisti, anche se loro ovviamente costituiscono la maggioranza di questa marmaglia indistinta, ma anche di tutti coloro che sono andati allo stadio a intonare per mesi cori del tipo “Se saltelli muore Balotelli” o hanno affermato frasi come “Non esistono italiani di colore” e simili idiozie, mentre ora si ritrovano tutti uniti nel lodare il ragazzo (lo stesso), che con i suoi due gol ci ha portati in finale. Perchè se è vero che il calcio possiede una splendida funzione aggregante, è anche vero che spesso rappresenta lo specchio di quello che siamo come popolo – purtroppo. E la filosofia dell’ignavismo in Italia è diffusa quasi quanto la religione cattolica.

Il problema non è tanto il tardivo ravvedimento (?) di costoro, quanto piuttosto il fatto che terminati questi Europei, in qualunque modo si concluderanno, si tornerà allo stesso clima di xenofobia, paura del diverso che regna in Italia da anni. Perchè certe tradizioni sono dure a morire e l’ascensore del successo, che prima o dopo, scenderà anche per SuperMario, farà dimenticare allo smemorato popolo italiano questa piccola parentesi di tolleranza – che parola inappropriata – e di civiltà. Resta la flebile speranza, probabilmente mal riposta, che invece sia l’inizio di un’era diversa, in cui la politica e i politici non sfruttino più i peggiori istinti italioti per raccogliere voti e fomentare l’odio verso queste o quelle minoranze.

Potete leggere questo articolo anche su Open-News.

(Foto da Express-News.it)

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Commenti

  1. stravagaria dice:

    E Dio non voglia che stasera sbagli un rigore, i suoi quindici minuti di tolleranza per parafrasare Andy Warhol potrebbero già considerarsi conclusi… L’orgoglio italiota resta ridicolo, anche se vinciamo gli europei.

  2. mayfair61 dice:

    come detto altre volte io trovo semplicemente SBALORDITIVO che per 20-30 anni la gente abbia dato retta, considerato seriamente, perfino votato il duo B-B e i loro degni servi.
    E trovo incredibile che oggi, nel 2012, abbiano ancora, a spanne, il 15-20%

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