Parola del Papa: essere divorziati non è più peccato. Leggendo i giornali di lunedì e martedì, sembrerebbe questa la notizia principale del viaggio a Milano del Pontefice. Ferruccio De Bortoli su Twitter: «Dall’incontro di Milano sulle famiglie anche il segnale di apertura ai divorziati. Una frattura nella società che lentamente si ricompone». Il Giornale: «Il Papa: I divorziati sono nella Chiesa». Il Corriere: «Divorziati, la Chiesa vi è accanto» e altre testate che celebrano con fasti e onori un’«apertura» che, di fatto, non c’è mai stata e mai ci sarà.
Puoi essere uno stupratore, un pedofilo, un omicida, un boss della banda della Magliana ed essere perdonato da “Dio” e dal prete, ma se divorzi è proprio una brutta cosa. Non si fa, per nessun motivo al mondo: neanche se tuo marito si ubriaca e ti picchia tutte le sere, non è un buon padre, ti tradisce con tutte quelle che gli capitano a tiro e ti tratta come una pezza da piedi. Perché altrimenti non potrai ricevere l’eucarestia, risposarti o far parte della comunità religiosa del tuo quartiere e sarai una donna di rango inferiore agli occhi di Dio, ecc ecc ecc…
Come si suol dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Già nel 1992, (quindi vent’anni fa!) Giovanni Paolo II disse: «Nei confronti dei cristiani che vivono in questa situazione e che spesso conservano la fede e desiderano educare cristianamente i loro figli, i sacerdoti e tutta la comunità devono dare prova di una attenta sollecitudine affinché essi non si considerino come separati dalla Chiesa, alla vita della quale possono e devono partecipare in quanto battezzati».
Molto simili le parole pronunciate da Joseph Ratzinger qualche giorno fa: «Una parola vorrei dedicarla anche ai fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione. Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica. Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza».

Striscione sequestrato a Bresso dalla polizia, perché «contrario alla moralità e alla sicurezza papale».
È cambiato qualcosa allora? No. Cambierà oggi? Neanche per sogno.
Questa è l’ennesima dimostrazione di un’ipocrisia radicata, di come la Chiesa non sia più in grado di accogliere o includere come un tempo (lontano), ma sia molto più propensa a emarginare, fare dei distinguo, mal tollerare chi viene bollato come diverso. Siamo tutti uguali agli occhi di Dio, tranne: i divorziati risposati civilmente, i divorziati non risposati ma che hanno rapporti sessuali e che non si chiudono in qualche sperduto convento a soffrire per le loro tremende tremendissime colpe, le donne (avete mai visto una donna prete?), i gay, i transessuali, i comunisti, le streghe, i musulmani, i buddisti, gli atei, gli scienziati, gli agnostici….la lista è lunga: continuatela a vostro piacimento.
Le parole di Ratzinger, invece, hanno molto più senso se inquadrate nella contingenza pratica dell’oggi, piuttosto che in quella teologica, caritatevole, sacramentale. Ossia se consideriamo la crisi di fedeli e soprattutto di credibilità che ha colpito la Chiesa negli ultimi anni e che si traduce in crisi di soldi, più che di anime da pascolare. In quest’ottica, dopo le aperture (queste autentiche davvero) verso sette pseudocattoliche, che di caritatevole hanno ben poco, come i Legionari di Cristo o i Lefebvriani, la blanda carezza paterna ai divorziati durante il discorso di Bresso acquista ben altra pregnanza. Calciomercato di fedeli, gratis: ecco cos’è.
E ditemi voi, per l’ennesima volta, se questa è una Chiesa.











I separati/divorziati rappresentano ad oggi il 60% dei battezzati…separarsi o peggio divorziare non è auspicabile ma è consentito a patto di votarsi ad una vita di espiazione e di castità. Chi fa le regole governa il gioco…
Infatti non mi piace nè il gioco, nè chi fa le regole.
Votarsi a una vita di castità. E perché? Espiazione. E di che? Anzi, se fossi una donna maltrattata dal marito che decide di divorziare, sarei pure un po’ incazzata con chi ha deciso di farmelo incontrare. E, ipotizzando che io sia credente, il responsabile sarebbe proprio da ricercare lassù nell’alto dei cieli.
Evito di sparare sulla Chiesa croce rossa perchè sono proprio queste cose che la dicono lunga sulla matrice storico culturale (maschilista, sessuofobica etc) e che quindi inficiano in radice la presunta “eternità” del messaggio. Indifendibili. E tra un pò, come sempre, lentamente e per motivi “pratici”, ipocritamente pronti alla piroetta che salverà la forma pur concedendo la sostanza