Niente fondi dal Friuli Venezia Giulia per La bella addormentata, film di Marco Bellocchio che trae ispirazione dalla triste vicenda di Eluana Englaro, ingiustamente sospesa tra la vita e la morte per diciassette lunghi anni contro la sua stessa volontà.
Nonostante la pellicola, che annovera nel suo cast attori del calibro di Toni Servillo e Alba Rohrwacher, fosse prima nella graduatoria dei possibili finanziamenti, la giunta Tondo nella persona di Edoardo Sasco (Udc) ha proposto di dirottare i fondi altrove, lasciando il regista all’asciutto.
Solitamente quando si assiste a casi di censura simili a quello che vi riferisco, chi pone il bavaglio si premura almeno di fornire ai media una scusa plausibile. Non è questo il caso. A confermarlo è l’assessore alle attività produttive Federica Seganti (Lega Nord) che, interrogata sulla vicenda, vede nell’adozione del provvedimento censorio «l’unica soluzione tecnicamente legittima che potevamo adottare» e aggiunge «a titolo personale, sono contenta di averlo fatto e lo rifarei».
Evidentemente le recenti esternazioni di Marco Bellocchio, nelle quali precisava che Eluana Englaro è solo lo spunto per il suo film e che la vicenda è totalmente inventata, non devono aver convinto la giunta di centrodestra. Oltre al film del regista emiliano, che si è visto decurtare 150 mila euro, questo taglio indiscriminato al Fondo Cinematografico del Friuli colpirà altri prodotti artistici: vengono infatti esclusi dal finanziamento anche Un caso di coscienza 5 (110 mila euro), serie televisiva prodotta da Red Film Srl e The best offer, pellicola del premio Oscar Giuseppe Tornatore prodotta da Paco Cinematografica (70 mila euro).
Senza entrare nel merito della tematica “fine-vita”, eutanasia e ingerenza (pagata da noi peraltro) della Chiesa nello Stato Italiano e nell’opinione pubblica, quello che più mi sembra vergognoso è che una giunta politica, di qualunque colore essa sia, si permetta di censurare un’opera artistica (un film in questo caso, ma è già successo anche a Milano con la Moratti per alcune mostre, considerate “eccessivamente lascive”) su un argomento così delicato per l’opinione pubblica, limitando tra l’altro la libertà d’espressione anche di altri registi, attori, troupe che nulla avevano a che fare con Bellocchio e La bella addormentata. E che per di più si permettano di farlo apertamente, alla luce del sole, senza neanche preoccuparsi delle conseguenze che un precedente simile potrebbe creare, supportati da preconcetti ideologici dettati dal loro personale background culturale o dal loro partito. Evidentemente la censura non è più un tabù in questo paese, o forse non lo è mai stata.











La politica più becera cerca sempre, in nome della proria, violare la libertà degli altri. Vativano imperante e Concordato stupidamente incorporsato nell’art. 7 della Costituzione. Unico esempio al mondo di trattato tra Stati incluso nella Costituzione di un Paese. Caro Togliatti è stato uno dei tuoi più madornali errori! Credevi di poter flirtare con Vaticano!
Tecnicamente non è censura ma una mancata assegnazione di fondi e visto che i fondi arrivano dalla politica dipende da chi vota il provvedimento e in ultima analisi da chi abbiamo votato noi per rappresentare idee che non ci rappresentano.
Direi censura preventiva. Comunque che la politica decida che film debbano uscire o meno la trovo una cosa scandalosa. E per di più che lo faccia apertamente. Perchè in questo caso parliamo di un regista affermato e di un caso noto, ma se fosse successo con un esordiente il regista probabilmente non avrebbe potuto portare a termine il suo progetto. Trovo assurdo che si sfruttino i soldi per contrastare un’idea espressa attraverso un film, contestabile o meno che sia.